questo “popolo del lavoro” costituisce una schiacciante maggioranza della popolazione ... ma non trova, nella politica attuale, una adeguata rappresentanza ... (leggi l'intervento)
lunedì 4 ottobre 2010
domenica 1 agosto 2010
Vendola fuori tempo? Non mi sembra proprio, alla luce dei fatti.
La verità è un'altra: a destra c'è il terremoto, al centro il lavorio, a sinistra l'immobilismo (...) La sfida di Vendola è giusta e va appoggiata. Accanto ad essa e approfittando di essa va, però, avviato contestualmente un percorso per la costruzione di un partito del popolo del lavoro (...) (leggi l'intero intervento)
martedì 13 luglio 2010
La sfida dell’identità
Nel dire la mia su quest’epoca stupida, che anzi epoca non è, per l’assottigliamento culturale, per lo schiacciamento del vivere e del ragionare dentro la categoria della merce, unico dio rimasto in vita, spesso ho criticato chi vi si contrapponeva in nome dell’identità. L’identità comunista, intendo, naturalmente: quella grande, nata nel ‘900 con le rivoluzioni di inizio secolo e cresciuta nel dopo guerra con l’emergere dell’operaio-massa e delle enormi concentrazioni industriali... (leggi tutto l'intervento)
domenica 6 giugno 2010
Ma chi ha detto che non c'è.
Sono convinto che sia necessaria, in premessa, una dichiarazione d'intenti, così che la domanda restata nell'aria negli incontri con le mie compagne e i miei compagni di viaggio degli ultimi 15 anni abbia una prima risposta. Io credo che bisogna "mischiare le carte", far saltare le dighe che le organizzazioni della sinistra hanno costruito tra i relativi bacini di idee, persone, relazioni (e dunque servono "guastatori") e costruire invece ponti (e dunque servono anche "genieri", mi si passi il contraddittorio uso di termini militari): bisogna mettere insieme la sinistra, non semplicemente fare l'unità. Intendendoci, naturalmente, su che cosa significa sinistra. (...) (... continua la lettura ...)
domenica 23 maggio 2010
Accettare la sfida della contemporaneità, riconfigurare modalità e strumenti
E' una sfida intellettuale e politica: riconfigurare le categorie del moderno nel post - moderno. All'Aula Magna della Facoltà di Matematica Guido D'Agostino non si è lasciato scappare l'occasione per rilanciare sul tavolo della discussione la necessità di confrontarsi con il lascito e il destino delle categorie moderne, quelle relative dell'analisi scientifica della realtà, il tanto vituperato materialismo dialettico. (...) Conclusioni non scontate di una relazione lunga e intrigante nel pomeriggio praticamente estivo di quell'11 maggio (...) continua la lettura
domenica 25 aprile 2010
rivederci... un appuntamento di riflessione su politica, bene pubblico, collettività
Martedì 11 maggio 2010 - dalle ore 17,00 alle ore 19,00 presso l’Aula Magna “Mario Carfagna” della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali della Seconda Università, a Caserta, in Via Vivaldi 43
Credo si avverta da più parti, in un momento storico come quello attuale, dolente e confuso, per certi versi sconcertante, il bisogno di una riflessione corale, aperta, plurale e senza reticenze, libera da schemi o esiti preconfezionati, che sia innanzitutto ricerca, indagine, ascolto: sulla società nella quale viviamo, sulle sue istituzioni, su quale sia oggi l'essenza di ciò che definiamo "politica", "bene pubblico", "collettività".
Una riflessione che si avvalga anche di quelle risorse intellettuali che, spesso, vengono liquidate con approssimazione e fastidio dagli apparati formali della politica. Nell'intento di contribuire a tale analisi, spero possa rivelarsi utile l’incontro qui proposto, durante il quale il prof. Guido D'Agostino proporrà una traccia di discussione intorno ai nodi della crisi della rappresentanza, della partecipazione, delle trasformazioni che investono i rapporti sociali, politici, economici e culturali nel nostro tempo.
Credo si avverta da più parti, in un momento storico come quello attuale, dolente e confuso, per certi versi sconcertante, il bisogno di una riflessione corale, aperta, plurale e senza reticenze, libera da schemi o esiti preconfezionati, che sia innanzitutto ricerca, indagine, ascolto: sulla società nella quale viviamo, sulle sue istituzioni, su quale sia oggi l'essenza di ciò che definiamo "politica", "bene pubblico", "collettività".
Una riflessione che si avvalga anche di quelle risorse intellettuali che, spesso, vengono liquidate con approssimazione e fastidio dagli apparati formali della politica. Nell'intento di contribuire a tale analisi, spero possa rivelarsi utile l’incontro qui proposto, durante il quale il prof. Guido D'Agostino proporrà una traccia di discussione intorno ai nodi della crisi della rappresentanza, della partecipazione, delle trasformazioni che investono i rapporti sociali, politici, economici e culturali nel nostro tempo.
domenica 11 aprile 2010
Lascio rifondazione
Sono rimasto al mio posto fino all'ultimo. Ma dopo le elezioni del 28 e 29 marzo, ulteriore e decisiva tappa del processo neo-autoritario in atto, ritengo necessario impegnarmi esclusivamente per la costruzione di un grande partito della sinistra in grado di resistere all'ondata reazionaria. I progetti delle piccole federazioni non funzionano e sono inutili a questo scopo. Per questo lascio quella che è stata la mia casa negli ultimi 15 anni, lascio Rifondazione Comunista. (continua la lettura)
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