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domenica 16 settembre 2018

A chi ci sta

Pensare estremo agire accorto 
Quella che ci aspetta sarà una lunga notte nera.
Non si tratta solo, e non è poco, delle tendenze culturali e politiche egemoni in Italia ed in Europa: siamo in un contesto in cui il capitalismo si sta rinnovando, nel bel mezzo della quarta rivoluzione industriale che è destinata a cambiare anche antropologicamente l'umano.
La lunghezza esige pazienza, il buio suggerisce prudenza. (continua la lettura)

Note a margine sulla proposta del coordinamento provinciale “resistenza e alternativa”

Nell’opera di Brecht “Terrore e miseria nel Terzo Reich” il quarto quadro dal titolo “I soldati nella palude” è ambientato nel campo di concentramento di Esterwegen dove quattro detenuti, uno studioso della Bibbia, il sig. Lohmann, socialista, il sig. Bruehl, comunista e il Sig. Dievenbach, che mai si sarebbe schierato con l’uno o con l’altro, preparano il cemento.... continua a leggere

lunedì 25 maggio 2015

La bellezza e la memoria

“Noi non lottiamo per il potere, ma per qualcosa di molto più grande” “Più grande del potere?” “Sì. Noi lottiamo per la memoria” (Marcos). Forse "l'intenzionalità della memoria è la radice della felicità"... leggi tutto

domenica 28 dicembre 2014

la Befana e il regalo più bello

Sono un po’“vecchio”? Forse si, ma a me piace ancora la Befana, (Babbo Natale fa troppo“Coca Cola”).
E a Lei, che è pure femmina, e dunque ha una marcia in più, che rivolgo la mia richiesta.
E’ da Lei che voglio il regalo più bello...  leggi tutto 

lunedì 13 gennaio 2014

Paolo Ferrero riconfermato segretario di Rifondazione Comunista

Il Comitato Politico Nazionale del PRC non gli concede la maggioranza, ma lo rielegge per la missione impossibile di rilanciare il partito. Sullo sfondo le elezioni europee, la candidatura di Tzypras, leader di Syriza, e uno strano e interessante tentativo di rimescolare le carte. Leggi tutto

venerdì 3 gennaio 2014

Sul partito (ovvero, se è ancora necessario il partito)

(...) La terza rivoluzione industriale, che si è sviluppata durante il ‘900 e che ha raggiunto l’apice alla fine del secolo breve, ha prodotto, sulla composizione del capitale e della classe, ovvero sulla società, sulla cultura, sulla natura, sulla vita individuale, effetti tali da poter essere paragonati solo a quelli che produsse l’affermarsi del capitalismo agli inizi dell’ottocento. A questi effetti, così rilevanti da essere considerati incidenti non solo sul piano politico e sociale, ma anche su quello antropologico, è utile dedicare riflessioni specifiche. Mi preme qui ragionare sinteticamente sull’effetto di quel processo sulla forma della politica e, in particolare, sul partito per antonomasia, ovvero il partito del movimento operaio, anche se per farlo dovrò necessariamente lasciarmi andare ad alcune incursioni (sull’operaio sociale e sulle classi contemporanee, sul nuovo inizio del capitale, sulla ribellione e sulla rivoluzione) perché è proprio vero che il mondo è uno solo, e parlare di un processo, significa parlare delle sue relazioni e della sua storia. (..)  leggi il testo

domenica 20 ottobre 2013

Una sola grande opera utile: casa e reddito per tutti

"I giornali di regime si scandalizzano con "mestiere" per qualche bancomat sfondato ... va sicuramente criticata l'enfasi e svelata la strumentalità di questo modo di fare informazione. Non cadiamo, però, nella trappola della divisione tra buoni e cattivi, della serie: "era una grande manifestazione pacifica e questi giornali fanno vedere solo marginali episodi causati da qualche irresponsabile". C'è una generazione intera a cui il sistema delle banche, delle grandi industrie e della guerra, in una parola, il sistema del capitale, ha rubato il futuro ... se avessi vent'anni anch'io vorrei sfondare almeno un bancomat o una di quelle vetrine scintillanti che offendono la povertà della maggioranza (... leggi il seguito ...)

sabato 18 maggio 2013

il conflitto, la quotidianità e le dstanze

... Ho trovato singolare che il dibattito di sabato scorso a Bologna (11 maggio 2013) abbia di fatto ignorato le straordinarie potenzialità dei due aggettivi presenti nel titolo dell'appello, e cioè “anticapitalista” e “libertario”. .. (APPUNTI FRATERNAMENTE CRITICI SUL DIBATTITO DELL’ASSEMBLEA DI BOLOGNA di Rino Malinconico) ... leggi tutto ...

sabato 11 maggio 2013

salario ... reale

Siamo tutti precari ma non vogliamo morire. ... reddito per tutte e tutti: una proposta di legge di iniziativa popolare (finalmente) già presentata al Parlamento. Che dici, la diamo una mano per fare pressione sul governo e sul parlamento affinché venga discussa e approvata questa proposta? La facciamo girare (copia e incolla, semplice!) 'sta lettera?

domenica 3 marzo 2013

Il resto è noia

Ho deciso di mettere su “carta” alcune note, dopo una discussione “virtuale” in merito all’assemblea cittadina promossa a Maddaloni da M5S e dalla rete “REVOLUTION” e dichiaro immediatamente l’obiettivo di questo mio scrivere, affinché chi non fosse interessato possa abbandonarlo altrettanto immediatamente (alla critica dei topi, avrebbe detto il vecchiaccio, al cestino del desktop, diremmo oggi). Ecco, lo dico!: sono per un “fiancheggiamento”, critico e dal basso, del Movimento 5 Stelle.. (leggi tutto)

domenica 3 febbraio 2013

Il tempo del dubbio e del ripensamento

Lettera aperta a Speranza Provinciale
Carissime/i,
ho letto il vostro documento e dico subito che non lo condivido nella impostazione, nel tono e nelle conclusioni, nonostante sia d’accordo con la critica di fondo che voi muovete alle modalità con cui sono state decise le liste di Rivoluzione Civile (leggi tutto)

domenica 27 gennaio 2013

Do the right thing

Lettera aperta alle tante e ai tanti che non vogliono arrendersi
Un documento "work in progress" per non buttare il bambini con l'acqua sporca.
Per votare "rivoluzione civile" e  contemporaneamente costruire il "movimento per la rivoluzione civile" rivendicando quella democrazia "in basso a sinistra" che è stata negata al momento di comporre le liste.
Per inviare osservazioni e adesioni cambiaresipuo.caserta@gmail.com
Vedi anche il gruppo su facebook "movimento per la rivoluzione civile - caserta" https://www.facebook.com/groups/529239287106802/?fref=ts

lunedì 7 gennaio 2013

7 gennaio 2013: la rivoluzione civile è già una occasione perduta?


Credo che si stia perdendo una occasione: un conto è che i partiti (purtroppo piccoli, poco radicati e non in grado di una presenza elettorale autonoma efficace) partecipino, sostengano e che siano visibili (ad esempio in un comitato di sostegno alla lista) e che i candidati, anche quelli riconducibili agli stessi partiti, siano vagliati sulla base di criteri e con un metodo democratico e assembleare. Un altro è che, nella composizione delle liste, si ripercorra il medesimo metodo della sinistra arcobaleno, che potrebbe condurre (e spero proprio di no) ai medesimi risultati. (leggi tutto)

venerdì 21 dicembre 2012

Non per condizionare, ma per governare la trasformazione.

Caro Silvio (mi riferisco ad I. come Izzo e non a B., chiaramente),
mi hai convinto: non possiamo partire con l’idea di condizionare.
Dobbiamo avere l’ambizione di governare la trasformazione.
Anche perché, rafforzando il tuo ragionamento, sulle singole questioni, su molte singole questioni, avremmo la maggioranza. Pensa per esempio su alcuni temi specifici, come le spese militari, il carattere pubblico e di bene comune dell’acqua, ed in generale, dei servizi pubblici, il taglio dei privilegi alle caste e la tassazione sulle grandi rendite finanziarie e sui grandi patrimoni per combattere l’evasione e per recuperare risorse per la scuola, la sanità, l’assistenza, il ripristino dei diritti dei lavoratori e il cambiamento delle regole di pensionamento per “fare largo ai giovani” … per dirne alcuni.
Ma potremmo avere la maggioranza anche sull’idea di Europa dei popoli e dei municipi e non delle banche, una Europa in cui vi sia una banca federale che non dia soldi alle banche private per acquistare i titoli del debito pubblico degli stati ma finanzii direttamente gli stati federati con parametri di riferimento anche sociali e politici (il tasso di disoccupazione, quantità e qualità dei servizi pubblici erogati per es…).(leggi tutto)

martedì 18 dicembre 2012

E se non fosse possibile (condizionare il centro sinistra) ?

Dal punto di vista elettorale #cambiare si può# concorre, da una posizione non populista, con M5S sul terreno della critica alla politica e della lotta alla corruzione e all'ingiustizia, e potrebbe recuperare una fetta di astensione critica nei confronti della continuità "montista" del centro sinistra. Dal punto di vista politico #cambiare si può° potrebbe condizionare l'azione del probabile governo di centro sinistra su diverse specifiche singole questioni se, chiaramente, potesse contare un sufficiente peso parlamentare e se, come mi pare si stia delineando, non avesse un posizionamento testimoniale, ovvero una chiusura pregiudiziale alle convergenze programmatiche. (leggi tutto)

giovedì 13 dicembre 2012

Ma vale la pena riprovarci ancora? (a proposito di #cambiare si può)

Se mi dovessero chiedere perché lo faccio, perché di nuovo, risponderei: perché mi piace. Mi piace confondere i battiti del cuore con i passi sul selciato di un corteo. Mi piace la sovversione dolce del tempo, il sottrarre la vita alla morsa del lavoro, del consumo, della riproduzione allargata della noia e del capitale. Mi piace il gioco dell’azione diretta, della disobbedienza, della liberazione di spazi e tempi. Mi piace il sorriso intravvisto negli occhi infiammati dai lacrimogeni, l’orgasmo collettivo del sognare insieme. Mi piace il racconto lento dei vecchi, la danza senza regole e senza programmi, e i sassi lanciati verso il cielo, contro la perfezione della macchina aliena del capitale, e gli stracci rossi a sventolare la nostra stupenda imperfezione. (leggi tutto)

mercoledì 15 agosto 2012

Dal sud la ricchezza delle cose vive, ovvero la felicità

Se la ricchezza, invece che sul prodotto interno lordo, fosse misurata sulla felicità, ovvero sulla capacità di ridere insieme alla vita con il minimo di risorse possibile, le genti del sud, dei sud di tutto il mondo, sarebbero le più ricche. Esse sono la moltitudine in grado di dare un futuro possibile a questo mondo. Nonostante i danni che il colonialismo ha inferto al sud d'italia e ai sud del mondo, alle loro risorse materiali e allo spirito delle loro genti, è solo da quei mondi che può venire la ragione e la forza per superare l'ormai palesemente insostenibile supremazia delle cose morte. Perché il sistema del capitale è il sistema delle merci e del denaro, dei valori di scambio e della supremazia di questi, delle "cose morte" sulle "cose vive", ovvero sul corpo, sugli affetti, sulla cultura e sulla natura, irriducibili al semplice valore di scambio. Ma è proprio l'impossibilità del capitale a superare la contraddizione dello sviluppo diseguale, ovvero, della produzione di povertà e di spreco assoluto di uomini e risorse, a determinare, nelle aree a sviluppo produttivo ridotto (nei sud del mondo, nei settori dell'agricoltura tradizionale ma anche in quelli della produzione di software open source) la necessità della cooperazione sociale volontaria e "donata", senza scambio commerciale; e dunque del capovolgimento, della supremazia delle cose vive su quelle morte. E' la stessa contraddizione del capitale, insomma, a determinare le potenzialità rivoluzionarie della povertà di merci ricca di felicità. Così la musica, la danza, la cultura dei sud hanno sempre due facce: quella, immediata, della anestesia, per lasciarsi alle spalle la fatica e quella, prospettica, della prefigurazione di un mondo in cui vengono prima le cose vive della felicità e solo dopo, molto dopo, le cose morte della produzione ...

lunedì 13 agosto 2012

8 aprile 1877: A Letino il tentativo insurrezionale degli anarchici


16 anni dopo il massacro di Pontelandolfo e Casalduni, nella medesima zona (a 12 km da Pontelandolfo), nelle medesime condizioni socioeconomiche, aggravate dalla guerra di sterminio e da quindici anni di regime sabaudo, peraltro con il governo antipopolare della Destra Storica, quella della tassa sul macinato, contro il generoso tentativo degli anarchici di incitare all'insurrezione per la libertà  fu messa in atto prima una azione di intelligence e poi una repressione diffusa ed una militarizzazione del territorio, tese a spezzare ogni ipotesi di saldatura tra i rivoluzionari ed i contadini meridionali

Pontelandolfo e Casalduni. Un massacro in nome dell'Unità

Domani 14 agosto 1861 il Regio Esercito Piemontese entrerà a Pontelandolfo e a Casalduni per vendicare la morte di 45 bersaglieri e carabinieri uccisi dai resistenti. I due paesi saranno rasi al suolo, gli uomini fucilati, le donne violentate. Noi non dimentichiamo ... 
13 agosto 2012
dalle terre del sud

giovedì 7 giugno 2012

Indignarci, impegnarci, osservare, sognare....



Una premessa tagliata con l’accetta ma, penso, utile per spiegare meglio ciò che penso. Ritengo le attuali forme organizzative della sinistra decisamente inadeguate, simulacri imbiancati, vestigia del passato. Ritengo anche che il loro volontario dissolvimento libererebbe energie, mentre il loro mantenimento produce una neanche tanto lenta emorragia di militanza, un reducismo inerte e inutile. E penso che quello che dovrebbe venir fuori, alla fine, è un partito-movimento, dove la piramide gerarchica  sia  invertita. Ma non credo possibile un processo frettoloso, casomai partendo da una identità ideologica. (... leggi il resto ...)